martedì 18 agosto 2026 - 21:44
Il pericolo del peccato della pratica dell’omosessualità: dall’oblio della natura originaria alla trasformazione delle benedizioni

Sottrarsi al cammino della natura originaria divina altera le benedizioni divine, trasformando la «pioggia della misericordia» in «pietre del castigo»: un’immagine che invita l’essere umano a riflettere sulle conseguenze del peccato, a ritornare alla natura originaria divina e a chiedere il perdono e la misericordia di Dio.

Agenzia Hawzah News – All’inizio della creazione, l’essere umano è come un recipiente vuoto, ma pronto a essere plasmato: nel corso della vita riceve l’influenza di usi e costumi, idee e valori diversi, siano essi veri o falsi; anche i sistemi politici, economici e sociali svolgono un ruolo nella formazione della sua visione e della sua personalità. Ciononostante, Dio ha deposto nell’intimo dell’essere umano una natura originaria divina e una disposizione interiore a conoscere la verità e aderirvi, affinché egli possa riconoscere, tra le diverse influenze dell’ambiente, la via della verità e percorrerla. Come Dio Altissimo indica nel Sacro Corano (Rūm, 30):

فَأَقِمْ وَجْهَکَ لِلدِّینِ حَنِیفًا فِطْرَتَ اللَّهِ الَّتِی فَطَرَ النَّاسَ عَلَیْهَا لَا تَبْدِیلَ لِخَلْقِ اللَّهِ ذَٰلِکَ الدِّینُ الْقَیِّمُ وَلَٰکِنَّ أَکْثَرَ النَّاسِ لَا یَعْلَمُونَ

«Drizza dunque il tuo volto alla Religione, da retto! [Attieniti alla] Natura di Dio, su cui Egli ha creato gli uomini! Nessun mutamento per la Creazione di Dio! Questa è la Religione Retta! E tuttavia i più degli uomini non sanno»

A volte l’incuria e l’ignoranza si estendono così tanto sull’essere umano da fargli dimenticare la verità della propria natura originaria divina; con una propria scelta e per propria volontà, egli si allontana così dal cammino della natura originaria e dalla guida divina. Di conseguenza, invece di fare della voce interiore che ricerca la verità una luce per il proprio cammino, sotto l’influsso delle passioni dell’anima e dei fattori ambientali, sceglie una via diversa da quella della propria natura originaria e del proprio cammino divino.

Ciò che rende importante tale questione è che l’oblio o l’alterazione del cammino della natura originaria divina provoca una trasformazione delle benedizioni divine.

Consideriamo questo esempio coranico:

Il popolo di Lot fu un popolo punito per aver commesso peccati gravi, tra cui la sodomia. Il profeta del loro popolo era Lot, su di lui la pace. Secondo le fonti storiche, il popolo di Lot, dopo aver perseverato nei peccati gravi, tra cui la sodomia, fu infine colpito dal castigo divino. Il Sacro Corano descrive il castigo del popolo di Lot come il capovolgimento della terra e una pioggia di pietre dal cielo (A‘rāf, 84):

وَأَمْطَرْنَا عَلَیْهِمْ مَطَرًا فَانْظُرْ کَیْفَ کَانَ عَاقِبَةُ الْمُجْرِمِینَ

«E facemmo piovere su di loro una pioggia [di pietre]. Guarda dunque quale fu la fine dei colpevoli!»

E dice anche (Hūd, 82):

فَلَمَّا جَاءَ أَمْرُنَا جَعَلْنَا عَالِیَهَا سَافِلَهَا وَأَمْطَرْنَا عَلَیْهَا حِجَارَةً مِنْ سِجِّیلٍ مَنْضُودٍ

«Ebbene, quando giunse il Nostro decreto, la mettemmo sottosopra [la terra in cui viveva la gente di Lot], e facemmo piovere su di essa pietre di argilla stratificata»

Pertanto, dal punto di vista degli insegnamenti etici e religiosi dell’Islam, uno dei peccati che può allontanare l’essere umano dal cammino della natura originaria divina e creare le condizioni per una trasformazione delle benedizioni divine è la pratica dell’omosessualità.

Il peccato e la disobbedienza al cammino divino alterano le benedizioni, privandole della loro forma desiderabile, e trasformano la «pioggia della misericordia» in «pietre del castigo»: un’immagine che invita l’essere umano a riflettere sulle conseguenze spirituali del peccato, a ritornare alla natura originaria divina e a implorare il perdono e la misericordia di Dio.

È proprio per questo che si comprende ancor più chiaramente l’alto valore delle parole dell’Imam Ali, su di lui la pace, nella «Supplica di Kumayl»:

اللَّهُمَّ اغْفِرْ لِیَ الذُّنُوبَ الَّتِی تُغَیِّرُ النِّعَمَ

«O Dio, perdonami quei peccati che trasformano le benedizioni»

Il credente, infatti, deve sempre rivolgersi con umiltà e supplica a Dio Altissimo, chiedendoGli perdono e misericordia, sia per rimuovere la sventura, liberandosi dagli effetti e dalle conseguenze del peccato, sia per prevenirla, evitando di cadere nel peccato e di provocare la trasformazione delle benedizioni, e deve così incamminarsi sulla via della propria purificazione.

Risposta a una domanda

Se, secondo gli insegnamenti religiosi, il peccato della pratica dell’omosessualità comporta il castigo divino e la trasformazione delle benedizioni divine, perché allora gli omosessuali nelle società odierne, in particolare nelle società occidentali, non sono colpiti dal castigo divino e, anzi, possono persino godere delle benedizioni divine?

Ciò che deve essere considerato all’inizio della risposta a questa domanda è che il castigo annunciato non appartiene esclusivamente agli insegnamenti dell’Islam.

Nella Lettera ai Romani (1,26-27) si legge:

«Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento»

La Bibbia parla dunque di una retribuzione dovuta al traviamento derivante dalla pratica dell’omosessualità. In che cosa consiste tale retribuzione?

Nel Levitico (18,22; 24-26) tale retribuzione viene descritta così:

«Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. […] Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. La terra ne è stata resa impura; per questo ho punito la sua colpa e la terra ha vomitato i suoi abitanti. Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli…»

La vendetta e l’ira della terra costituiscono quel medesimo castigo, frutto dell’indifferenza verso la natura originaria divina e quella dell’essere umano, al quale fa riferimento anche il Sacro Corano (Hūd, 82):

فَلَمَّا جَاءَ أَمْرُنَا جَعَلْنَا عَالِیَهَا سَافِلَهَا...

«Ebbene, quando giunse il Nostro decreto, la mettemmo sottosopra…»

Pertanto, il castigo promesso non appartiene esclusivamente agli insegnamenti dell’Islam.

Un altro aspetto che occorre considerare nella risposta alla domanda posta è che il ritardo del castigo divino, così come il godimento delle benedizioni divine e il fatto che esse non subiscano alcuna trasformazione, non costituiscono un segno del fatto che Dio approvi il peccato.

Dio Altissimo, riguardo a coloro che hanno dimenticato i Suoi comandamenti, ma che apparentemente continuano a godere delle Sue benedizioni, dice nel Sacro Corano (An‘ām, 44):

فَلَمَّا نَسُوا مَا ذُکِّرُوا بِهِ فَتَحْنَا عَلَیْهِمْ أَبْوَابَ کُلِّ شَیْءٍ حَتَّیٰ إِذَا فَرِحُوا بِمَا أُوتُوا أَخَذْنَاهُمْ بَغْتَةً فَإِذَا هُمْ مُبْلِسُونَ

«Ebbene, quando dimenticarono quello che era stato loro ricordato [consigliato], aprimmo loro le porte di ogni cosa [di ogni bene], finché, mentre gioivano per quello che era stato dato loro, li afferrammo all’improvviso, ed eccoli disperati»

È per questo che il Messaggero di Dio (pace e benedizioni su di lui e sulla sua Famiglia) dice (Tafsīr Nūr al-Thaqalayn, vol. 1, p. 718):

إِذَا رَأَیْتَ اَللَّهَ یُعْطِی عَلَی اَلْمَعَاصِی فَإِنَّ ذَلِکَ اِسْتِدْرَاجٌ مِنْهُ

«Quando vedi che Dio concede [i Suoi doni] nonostante le disobbedienze, sappi che ciò è un istidrāj [condurre gradualmente al castigo] da parte Sua» 

Pertanto, secondo gli insegnamenti religiosi, la «legge dell’istidrāj» è una delle consuetudini e delle leggi divine. Ciò significa che, se una persona si è allontanata dal cammino della natura originaria divina, ma allo stesso tempo continua a godere delle benedizioni divine, deve sapere di trovarsi sulla via del castigo; e, naturalmente, questa temporanea tranquillità e assenza di castigo non costituiscono in alcun modo un segno della misericordia divina nei confronti della persona peccatrice.

Tale questione è così importante che l’Imam Ali, su di lui la pace, ci mette in guardia da questa realtà con le seguenti parole (Nahj al-Balāgha, sentenza 25):

یَا ابْنَ آدَمَ، إِذَا رَأَیْتَ رَبَّکَ سُبْحَانَهُ یُتَابِعُ عَلَیْکَ نِعَمَهُ وَ أَنْتَ تَعْصِیهِ، فَاحْذَرْهُ

«O figlio di Adamo, quando vedi che il tuo Signore, gloria a Lui, continua a riversare su di te le Sue benedizioni mentre tu Gli disobbedisci, temiLo»

Sebbene esistano numerosi scritti sul pericolo del peccato legato alla pratica dell’omosessualità e sulle prove che richiamano l’attenzione su tale pericolo, per brevità ci limitiamo a quanto esposto.

Hojjatoleslam Mostafa Amini

A cura di Mostafa Milani Amin

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